La collezione sposa Berta SS27, intitolata Vendôme, è stata presentata nell’aprile 2026 nel flagship showroom di SoHo, New York, davanti a una sala gremita che ha risposto con l’entusiasmo riservato ai brand che non deludono mai le aspettative.
Vendôme prende il nome dall’omonima place parigina, uno degli spazi più lussuosi e più carichi di storia della capitale francese, e porta con sé quella stessa qualità di grandiosità misurata.

La House of Berta ha costruito la propria identità attorno a questa idea fin dalla fondazione e con Vendôme la conferma nel modo più eloquente degli ultimi anni.
Berta Balilti, fondatrice israeliana del brand, ha sempre lavorato con una filosofia precisa che ha sintetizzato in queste parole: un approccio senza compromessi alla moda bridal e un punto di vista artistico che non conosce confini, ogni creazione è un’opera d’arte a sé stante, guidata dal potere dei materiali, delle persone, del teatro e dell’amore.

Vendôme è la stagione in cui questo teatro raggiunge la sua articolazione più cinematografica, con look che sembrano usciti da una produzione hollywoodiana o da un romanzo delle sorelle Brontë, a seconda di dove cade l’occhio.
Il nome Vendôme e il codice estetico della stagione Berta SS27
Scegliere Place Vendôme come riferimento per una collezione bridal significa dichiarare il proprio posizionamento senza ambiguità: è lo spazio delle grandi maison di gioielleria, dell’hotel Ritz, dell’eccellenza artigiana francese.

È anche un luogo carico di storia napoleonica, di rivoluzione e di restaurazione, di quel particolare miscuglio di passato glorioso e presente lussuosissimo che caratterizza la Parigi più esclusiva.
La sintesi della stagione che la maison ha scelto, ovvero dove l’eredità incontra l’immaginazione, rispecchia esattamente questa tensione: Vendôme non guarda solo indietro e non guarda solo avanti, ma trova la propria identità nel punto preciso in cui le due direzioni si incontrano.

Questo punto d’incontro si traduce in abiti che portano dentro di sé riferimenti storici riconoscibili, le maniche a sbuffo, il corsetto, il pizzo nel suo senso più aulico, ma li trattano con una libertà contemporanea che impedisce ogni deriva nostalgica.
Non è moda in costume: è moda che ha studiato la storia e l’ha decisa di usare come strumento, non come rifugio.

Il corsetto con pizzo tempestato di perline: la firma della stagione
Tra tutti gli elementi che compongono Vendôme, è il corsetto con pizzo tempestato di perline a emergere come la firma più riconoscibile della stagione.
Non è il corsetto come struttura rigida che costringe il corpo in una forma precostituita: è il corsetto come superficie preziosa, come architettura sartoriale che vale il tempo che ci vuole per costruirla.

Il pizzo viene lavorato con una densità di decorazione che ricorda le armature medievali più elaborate, ma produce un effetto non di durezza, bensì di splendore, di quella qualità di luce distribuita uniformemente su tutta la superficie che solo il lavoro artigianale su materiali di altissima qualità riesce a produrre.
Su certi look della collezione, questa corsetteria si apre verso il basso su gonne che cambiano completamente registro: organza trasparente, tulle leggero, strati che catturano la luce senza opporsi al movimento.

Il contrasto tra la struttura densa del corsetto e la leggerezza della gonna è uno dei gesti stilistici più intelligenti della stagione, quello che trasforma ogni abito in una conversazione tra due materiali che sembrano non avere nulla in comune e che insieme producono qualcosa di inaspettatamente armonioso.

Le bluse in satin liquido e le maniche a sbuffo: il romanticismo letterario
Un altro registro presente in Vendôme è quello che Green Wedding Shoes ha descritto come direttamente uscito da una morra delle sorelle Brontë: bluse in satin liquido con maniche a sbuffo e fiocchi in nastro rosa che portano nella collezione una qualità romantica di altra natura rispetto al lusso metallico dei corsetti tempestati di perline.

È la stessa maison, ma con due vocabulari distinti che convivono all’interno di una stessa stagione senza creare dissonanza, perché entrambi appartengono alla stessa idea di femminilità: potente, teatrale, letteraria nel senso più alto del termine.
Le maniche a sbuffo, già viste in Berta nelle stagioni precedenti, tornano qui in forme ampliate e più scultoree, con volumi che non cercano l’eccesso per l’eccesso, ma costruiscono una silhouette che si riconosce da lontano e si studia da vicino.

Il satin liquido, con la sua capacità di catturare e restituire la luce con fluidità, trasforma ogni movimento in un piccolo spettacolo visivo: è il tessuto che spiega perché certi abiti funzionano solo quando la sposa si muove.
Le cape di pizzo e le texture trasparenti: la leggerezza come contrappunto
A bilanciare la densità decorativa dei corsetti e il volume delle maniche, Vendôme introduce elementi di leggerezza che agiscono come contrappunto visivo fondamentale.

Le cape di pizzo, delicate come un soffio di tessuto sulle spalle, sono il dettaglio che molti osservatori del Bridal Week SS27 hanno segnalato come uno dei più riusciti della settimana: aggiungono un livello di sofisticazione senza appesantire, definiscono una cerimonia senza irrigidirla, si tolgono per la serata senza che l’abito perda nulla della propria identità.

Le texture trasparenti quasi velate, usate con la stessa misura nei veli abbinati e nelle sovragonne, portano nella collezione quel senso di etereo che è da sempre parte dell’immaginario Berta, ma in questa stagione assume una qualità più sofisticata, meno appariscente e più raffinata.
Le quattro linee della House of Berta e il posizionamento di Vendôme
Vendôme è la collezione Berta Couture, la linea al vertice del brand, ma la House of Berta per la stagione SS27 si presenta con quattro proposte distinte che coprono un range molto ampio di posizionamento: Berta Couture per la sposa che non pone limiti alla propria ambizione bridal, Berta Privée per chi cerca un lusso più intimo e personale, Muse by Berta per la sposa più giovane e dalla personalità contemporanea, e Jolie Bridal per chi si avvicina al mondo Berta con un budget diverso ma la stessa aspettativa di qualità.

Questa struttura a quattro linee è la risposta di un brand maturo alle esigenze di un mercato sempre più diversificato, ma senza che la diversificazione comporti mai una diluzione dell’identità.
La sposa di Vendôme è quella che sceglie Berta Couture perché sa esattamente cosa vuole: un abito nuziale che abbia la qualità di un’opera d’arte, che si ricordi per decenni, che trasformi il giorno del matrimonio in qualcosa che appartiene non solo alla memoria personale ma a una narrazione visiva più grande.

È una donna che entra nel flagship showroom di SoHo con un’idea già formata e che esce con la certezza di averla trovata.
Vendôme è una stagione che non ha paura di essere grande. In un momento in cui molto bridal di lusso tende alla sobrietà come forma di distinzione, Berta sceglie ancora il teatro, ancora il cinema, ancora quella qualità di magnificenza che fa fermare le persone quando la sposa passa. Non è una scelta per tutti. Ma per chi la riconosce, non ce n’è un’altra.








