Il Covid-19 ha messo a dura prova il mondo del wedding.  Nel 2020 si sarebbero dovuti realizzare in Italia circa 200mila matrimoni di cui più di 9mila stranieri con un valore pari a circa 42 miliardi di euro (dati raccolti da Assoeventi) . Solo tra marzo e aprile si sono registrati 17mila matrimoni cancellati o rinviati e 50mila tra maggio e giugno con una perdita stimata per l’idotto di circa 26 miliardi, pari ad oltre l’80% del fatturato rispetto allo scorso anno.

Matrimoni rimandati a causa del Coronavirus

Foto by Francesca Rao

Tutti i numeri del comparto matrimoni rimandati a causa del Coronavirus

Un comparto vastissimo, quello del settore matrimoni ed eventi, che coinvolge oltre 80mila imprese, piccole, medie e grandi che si occupano di abiti da sposa (circa 600 milioni di fatturato), bomboniere (circa 800 milioni di fatturato), fotografi e videomaker (circa 400 milioni di euro), fiere dedicate (circa 80 milioni di euro), fiori, catering, location matrimoniali, musicisti, noleggio di auto da cerimonia, parrucchieri e make-up artist specializzati, wedding planner, organizzatori di eventi e servizi vari.

Le restrizioni riguardo alla mobilità e agli assembramenti ha anche bloccato il settore del destination wedding, cioè degli sposi stranieri che scelgono l’Italia come meta del loro giorno più bello. Le regioni più colpite sono la Campania, la Puglia, la Sicilia e la Toscana. Una fetta di mercato che vale oltre 400milioni di euro.
Una lista lunghissima di settori che sta vivendo una crisi senza eguali. Una filiera di aziende che sta soffrendo in attesa di una ripartenza che però sembra ancora avvolta nell’incertezza e nella mancanza di notizie e direttive concrete.

Matrimoni rimandati a causa del Coronavirus

Foto by Francesca Rao

Ed è proprio la mancanza di notizie certe ciò che rende ancor più difficile il compito degli operatori nel settore matrimoni.
Attesa e domande senza risposta sono l’ostacolo più difficile da sormontare, soprattutto per un settore che ha necessità di programmazione e pianificazione nel dettaglio.

Per i matrimoni rimandati a causa del coronavirus diventa così un’incognita anche la decisione di una data futura.
Per chi vorrebbe spostare la data a settembre/ottobre non ci sono ancora direttive per le procedure che dovranno essere prese in fatto di celebrazione del rito, e ricevimento nuziale, mentre chi decide di rinviare al 2021 troverà molte date già occupate dovendo optare per giorni infrasettimanali o per i mesi invernali dell’anno.

La ripartenza

Per la ripartenza dei matrimoni ci sono in prima linea regioni come la Campania, la Puglia e la Calabria, luoghi in cui la tradizione dei festeggiamenti nuziali è molto sentita.

Negli scorsi giorni sono ripartiti i riti civili a Napoli, nelle sale delle Municipalità, e a Bari da venerdì 29 maggio si possono celebrare nozze civili nella sala matrimoni di corso Vittorio Veneto e in altre sale cittadine.

Matrimoni rimandati a causa del Coronavirus

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1- Le direttive Covid-19 per i matrimoni in Puglia

Le direttive prese dal governatore della Michele Emiliano della  Regione Puglia prevedono che ospiti, testimoni e fotografi indossino la mascherina, mentre gli sposi possono non utilizzarla durante la cerimonia, tenendo una distanza di due metri dal celebrante. Tutti i partecipanti alla funzione dovranno essere sottoposti a misurazione della temperatura e igienizzazione delle mani. Anche gli spazi dovranno essere riorganizzati per assicurare il mantenimento della distanza tra i partecipanti, garantendo lo spazio di almeno un metro e mezzo tra uno e l’altro. Se la distanza tra il celebrante e gli sposi non potrà essere assicurata, la postazione del rito verrà dotata di divisori in plexiglass.

Inoltre durante il Tavolo di Lavoro del Comitato Tecnico Scientifico convocato dalla task force regionale è stata esaminata la proposta di provvedere ad un aiuto economico concreto alle coppie che vogliano sposarsi entro il 2020.

Foto by Francesca Rao

2.- Le direttive Covid-19 per i matrimoni in Campania

Il governatore dellar Regione Campania Vincenzo De Luca, si è impegnato in prima persona incontrando i rappresentanti del settore wedding. Egli ha assicurato che lavorerà per garantire una veloce ripresa con le necessarie precauzioni.
Sono previste per la metà di giugno le direttive riguardo i riti e i ricevimenti nuziali.

3- Sicilia si riparte dal 3 giugno

Dall’ordinanza del Presidente della Regione Sicilia Musumeci è prevista la ripartenza dei matrimoni dal 3 giugno.
Sulla sua pagina ufficiale di Facebook scrive: “La mia ordinanza è comunque pronta per la firma ed estende, come avevo promesso, il più possibile l’esercizio delle attività, forti delle attuali condizioni sanitarie nella nostra Isola. Su questo punto, Roma ha dovuto ascoltarci. Per evitare spiacevoli sorprese (fidarsi è bene ma…) aspettiamo comunque di confrontarci con le disposizioni nazionali, che dovrebbero arrivare in nottata. La Sicilia è pronta alla ripartenza, nella responsabilità di ognuno”.

Foto by Di Fiore Fotografi

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4-Il primo matrimonio in chiesa celebrato a Piacenza

Uno dei primi matrimoni in chiesa celebrato post lockdown è stato celebrato il 25 maggio a Borgotrebbia, un paesino in provincia di Piacenza dove sposi, parroco e una cinquantina invitati si sono radunati indossando la mascherina e tenendo a portata di mano il flacone del disinfettante per le mani.
Un centinaio di invitati a nozze era collegato in diretta sul canale Youtube della parrocchia.

Sarà questo il futuro per i matrimoni 2020? Ci auguriamo proprio di no!